Lorenzo Lotto. Restauro del
Polittico di San Domenico

 

La mostra su Lorenzo Lotto tenutasi nel 2011 a Roma, presso le Scuderie del Quirinale (2 marzo – 12 giugno) fu occasione di restauro del cd. Polittico di San Domenico, opera datata e firmata dall’autore (Laurent. Lotus MDVIII) e raffigurante Madonna con Bambino in trono e Santi e, nella cimasa, Cristo morto. L’opera fa parte della raccolta d’arte del Museo Civico di Villa Colloredo Mels, a Recanati (MC). L’intervento è stato sponsorizzato da Enel e faceva parte di un progetto triennale dedicato alla figura artistica di Lorenzo Lotto, promuovendo il recupero delle opere più significative.

 

 

DISINFESTAZIONE PRELIMINARE

 

Il primo intervento affrontato in via d’urgenza sull’opera, destinata all’ allestimento espositivo di Roma, è stata la disinfestazione completa del supporto ligneo di tutti i componenti, pannelli e cornice compresa, in quanto coinvolti da un attacco di insetti xilofagi, visibilmente in corso. Il trattamento di disinfestazione, eseguito nel nostro laboratorio, è avvenuto in camera ipobarica con esposizione del materiale organico in atmosfera anossica, satura di anidride carbonica.

 

 “CANTIERE APERTO”

 

Lungo il percorso di visita della mostra è stato allestito uno spazio per l’evento di  “cantiere aperto”, da dove i visitatori potevano osservare “in diretta” il restauratore mentre eseguiva le operazioni di restauro, complesse particolarmente per la fase di pulitura, sulla cimasa del Cristo morto e sulla tavola coi santi Lucia e Vincenzo Ferrer.   Dallo sponsor Enel, inoltre, erano promossi videos didattici mandati on line sul sito della mostra, in cui venivano si illustravano aspetti storico artistici e conservativi dell’opera, i materiali e le principali fasi operative in corso d’esecuzione.   

 

 

LA DIAGNOSTICA PER IMMAGINI

 

Nel corso del restauro, il polittico è stato oggetto di indagini non-invasive  finalizzate ad indagarne lo stato di conservazione e la tecnica esecutiva. In particolare sono state eseguite riprese ad U.V. e I.R. che hanno permesso di individuare ridipinture, antiche e recenti, non visibili a luce naturale. La riflettografia IR in particolare ha consentito di localizzare e analizzare la natura delle lacune di profondità, stuccate e ridipinte in precedenti interventi. Le analisi con microscopio ottico hanno rilevato le impronte delle dita dell’artista in vari punti della superficie pittorica. Le analisi spettroscopiche eseguite con strumentazioni portatili hanno permesso la caratterizzazione dei materiali presenti, originali e di restauro, indirizzando la metodologia più adeguata per l’esecuzione della pulitura, differenziata in base alle varie situazioni conservative. Tutti i dati esaminati sono stati di supporto alla redazione di tavole tematiche.   

FASE DI PULITURA

 

La disomogeneità conservativa delle singole tavole che compongono il polittico ha previsto un sistema diversificato di pulitura con lo scopo finale di liberare l’opera da vernici ingiallite, da ritocchi antichi alterati e reintegrazioni moderne e restituire all’opera la giusta fruizione delle gamme cromatiche contrastanti. In molti casi per potere procedere alla pulitura è stato necessario risolvere diffusi sollevamenti di pellicola pittorica con infiltrazione di adesivo nelle lesioni riaccostando le scaglie sollevate e applicando dei pesi sopra la superficie sino a completa essiccazione della resina; localmente, in corrispondenza delle creste più piccole, l’adesivo è stato riattivato con termocauterio, per garantire la completa adesione della pellicola pittorica al supporto.

 

 

PROBLEMI DI REINTEGRAZIONE PITTORICA

 

La ripresentazione estetica è stata condotta ad acquarello con la  tecnica  riconoscibile  del tratteggio verticale. Gli incarnati, in cui si concentravano molteplici cadute di pellicola pittorica, mettevano in evidenza la preparazione originale con impasto a base di giallorino, caratteristica del Lotto.  Tale preparazione interferiva notevolmente con la resa pittorica. Siamo intervenuti stemperando la tonalità giallognola con colori a vernice per il restauro. Problematiche in fase di reintegrazione sono state due grandi lacune della pala centrale, relative alla veste giallo-arancio dell’angelo in basso a sinistra. Nonostante le difficoltà interpretative del panneggio, in accordo con la Direzione dei Lavori, ci si è spinti nell’ interpretazione ricostruttiva della veste, necessaria per ridare unitarietà di lettura all’insieme. Altro sforzo interpretativo durante la reintegrazione pittorica è stato quello della lacuna in corrispondenza della palpebra e del sopracciglio dell’occhio destro del San Giuseppe d’Arimatea, nella cimasa. In questo caso ci siamo avvalsi del supporto di una simulazione ricostruttiva digitale eseguita al computer, da cui è stato possibile constatare la completa specularità degli occhi del personaggio. La ricostruzione è avvenuta a tratteggio adottando l’ipotesi realizzata.