Assisi Chiesa Nuova

Assisi – Chiesa Nuova. I risultati dopo il restauro

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Il restauro della Chiesa Nuova, conosciuta anche col nome di San Francesco Converso, ha avuto inizio nell’ aprile 2014 e si è concluso a marzo 2015. Ha riguardato le tre cappelle interne (di Sant’Antonio, dell’Immacolata Concezione e dell’altare Maggiore), gli archi binati e le  paraste dell’aula centrale su cui imposta la cupola. La chiesa fu costruita per devota generosità del re di Spagna Filippo III a partire dal 1615, sopra ad un preesistente edificio ritenuto secondo la tradizione la casa paterna di San Francesco.  Concepita a croce latina L’esecuzione dell’opera è da attribuire a fra’ Rufino da Cerchiara che riprese il disegno della Chiesa di S.Eligio degli Orefici a Roma. Alla decorazione pittorica, condotta tra il 1621 e il 1631, avrebbero partecipato Cesare Sermei, Giacomo Giorgetti e, successivamente, frate Emanuele da Como che dipinse ad affresco gli Evangelisti nei pennacchi sotto la cupola centrale.  Nel 1688, in occasione del restauro dell’estradosso della cupola centrale che fu rivestito da lastre in rame, la calotta venne dipinta con un ciclo pittorico. Tale notizia, tratta da fonti d’archivio, ha trovato conferma da alcuni saggi di messa in luce  realizzati nel corso dell’attuale intervento, da cui emergono quattro figure di Apostoli. L’apparato decorativo e pittorico con cui si presentava la chiesa prima del nostro intervento era tuttavia l’esito di negazioni e scialbature eseguite nel tempo in parte per variazione di gusto ma anche da interventi manutentivi legati ad infiltrazioni d’acqua ed eventi sismici,  Tuttavia l’intervento più notevole per estensione e radicale di rivisitazione è stato nel secolo scorso, tra il 1925 ed il 1926, in occasione del VII anniversario della morte di San Francesco. L’attuale intervento di restauro ha riportato alla luce testi pittorici originali databili tra il 1620 ed il 1690. Sono riemerse Sante e Santi francescani, episodi della vita di San Francesco, angeli in volo, figure allegoriche e Sibille inseriti in un ricco repertorio decorativo di grottesche, finti marmi e stucchi. 

 

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